Vuoi Cambiare nel 2026? Parti da Chi guida le tue scelte interiori

Ogni gennaio riparte il rito dei “buoni propositi”. Ma il 1° dell’anno non è una bacchetta magica; se vuoi veramente realizzare i tuoi propositi, elimina l’errore che ti sabota: confondere il comportamento con l’identità.

La crescita autentica nasce da un atto interiore, certamente non da una lista!
Fai tornare il tuo vero “IO”, il tuo punto stabile di coscienza e volontà, capace di osservare e dirigere, alla Regia. Altrimenti al suo posto ci saranno le tue parti interiori “ferite” che ti faranno agire in modo meccanico, da “automa” inconsapevole.

La crescita autentica non nasce da una lista, ma da chi siede al volante.

Chi guida la tua auto?

Il vero guidatore (IO)
È il tuo punto stabile di coscienza e volontà. Osserva la strada, sceglie la direzione, mantiene il controllo.
*Esempio: sei in riunione, senti rabbia. Il vero guidatore si accorge: “Sto provando rabbia” e decide come agire.

I passeggeri che rubano il volante

Quando il vero guidatore si distrae, i passeggeri prendono il controllo:
Sono parti interiori che cercano di aiutarti, ma lo fanno con la logica di un bambino, perché si sono formate quando eri piccolo.
Allora quelle strategie erano sensate: evitare il rimprovero, cercare approvazione, difendersi dalla paura.
Oggi, però, diventano inefficaci e persino controproducenti.
Non sono cattivi: sono tentativi di protezione con una visione limitata.

*Esempio: ti identifichi con la paura di sbagliare e rinunci a parlare. Da bambino era utile per evitare il giudizio, da adulto ti impedisce di esprimere leadership.

Il comportamento = la manovra
È ciò che si vede: una curva, una frenata. Non è il viaggio intero, né il guidatore.
Si può correggere. Si può cambiare.
Ma solo se torni al volante.

Giudizio vs Valutazione: due strade, due destini

Identificarsi in un comportamento porta quasi sempre al giudizio: il terreno interiore si fa ostile. Valutare dall’Io, invece, attiva benevolenza: il terreno si fa fertile.


Strada del Giudizio (malevolenza)

Errore → Giudizio → Ricerca della colpa/colpevole → Emozioni tristi (Rabbia–Paura–Tristezza) → Comportamento usuale o vizioso
Effetto: si ripete il copione, cala l’energia, cresce la vergogna.


Strada della Valutazione (benevolenza)

Errore → Valutazione dall’Io → Ricerca della causa → Emozioni generative (gioia per l’insight, serenità, determinazione) → Riparazione → Comportamento virtuoso
Effetto: aumentano consapevolezza e auto-direzione; la traiettoria migliora.


Ricorda: Senza benevolenza non c’è il “pensare bene”.
Senza pensiero lucido e benevolo, non nasce l’emozione giusta, quella connessa al qui e ora.
E senza l’emozione corretta, il comportamento resta vecchio, reattivo, ripetitivo.
La catena del cambiamento è questa:
Benevolenza → Pensiero chiaro → Emozione adeguata → Azione nuova e virtuosa.

Nessuna tua parte interna è “nemica”: tutte sono nate con lo scopo nobile di proteggerti. Solo che si sono formate in età infantile, quindi inefficaci nell’adulto che sei ora. Quindi nessuna dovrebbe mai prendere il posto dell’IO alla Regia! 

 

Qui ti proponiamo 3 step concreti in stile 6UNICO! per iniziare il 2026 con il tuo vero “Io” alla Regia.

 

1° STEP: Passa Dal Giudizio alla Valutazione

Per passare dalla reazione automatica|difensiva (giudizio) alla risposta consapevole|osservazione (valutazione), per attivare la catena del cambiamento:
Benevolenza → Pensiero chiaro → Emozione adeguata → Azione nuova e virtuosa.

1- Fermati e Scrivi

Quando sbagli o non rispetti un proposito:

  • Prendi un foglio e crea due colonne:
    Colonna 1: Giudizio
    Colonna 2: Valutazione

2 – Compila le colonne

  • Giudizio (automatico):
    Scrivi la frase che ti viene spontanea.
    Esempio:
    “Sono un incapace.”
  • Valutazione (consapevole):
    Rispondi con benevolenza e curiosità:
    “Ho sbagliato ieri pomeriggio con il mio cliente a chiudere la trattativa così bruscamente”

3 – Trova il bisogno

Chiediti:

  • Quale parte si è attivata dentro di me? 
  • Quale bisogno legittimo stava cercando di proteggere? (Sicurezza, riconoscimento, ingiustizia…)

4 – Decidi la riparazione

Scrivi una micro-azione per riparare senza giudizio:
Esempio:
“La prossima volta prima di reagire, farò dei respiri e micro pause facendo domande al cliente per riprendere il controllo”

 

2° STEP: Esercitati alla “Disidentificazione”

Quando vivi una delle tre emozioni tristi (Rabbia, Tristezza, Paura) o ti giustifichi dicendo: «È più forte di me» oppure «Sono fatto così», significa che una parte ferita dentro di te sta prendendo il controllo.
Non combatterla: riconoscila, accoglila e prendine le distanze, perché non sei quella parte. È solo una parte di te.

Come fare, in 3 passi semplici:

Consapevolezza e Nominalizzazione

  • Fermati e fai un respiro lento e profondo.
  • Dai un nome all’emozione:
    «Sto notando che in me è presente Rabbia»
    (oppure Tristezza, Paura…)
    Questo ti sposta da essere l’emozione a osservarla.

Distingui l’IO dalla Parte Interiore che ne ha preso il posto

  • Dì a te stesso:
    «Questa è una parte di me che si è attivata per risonanza con una ferita. Non sono nel qui ed ora».
    Così togli potere all’automatismo.
    Ricorda: la parte non è “cattiva”, sta cercando di difenderti con strategie infantili.
    Ma tu ora sei adulto e puoi scegliere.

Riprendi la regia

  • Concludi con:
    «Io sono colui che osserva e sceglie. Ora decido io cosa fare».
    In questo modo torni nel qui ed ora e riprendi la regia del vero Io.

 

Ripeti questo processo ogni volta che pensi:
«È più forte di me» oppure «Sono fatto così».

 

3° STEP: Chi siede al volante?

Immagina la tua vita come un viaggio in auto: chi sta guidando? Sei tu al volante o una delle tue “parti interiori” che prende il controllo quando sei sotto pressione?

Cosa fare:

 

  1. Disegna una macchina e al posto di guida scrivi:
    IO (il vero guidatore) → Sei tu, la coscienza che può scegliere la direzione.

     

  2. Negli altri sedili, scrivi “passeggeri” che a volte si impossessano del volante, con esempi concreti:
    • “Quello che vuole fare bella figura in riunione”
    • “Quello che si arrabbia quando il team non rispetta le scadenze”
    • “Quello che evita il confronto per paura di tensioni”
    • “Quello che si blocca prima di parlare davanti al CEO”

       

  3. Ogni settimana, annota:
    • Chi ha preso il volante? (Es. “In quella call ha guidato quello che voleva piacere a tutti”)
    • Quando sei tornato alla guida? (Es. “Ho respirato e ho scelto di dire la mia opinione con calma”)

 

Non Aspettare: Metti l’IO alla Regia Ora

Il 2026 è l’anno per riprendere il volante della tua vita. Ogni scelta consapevole ti avvicina al vero IO e ti allontana dalle reazioni automatiche.

Inizia oggi: prendi carta e penna, identifica il tuo primo giudizio e trasformalo in valutazione. Fai un piccolo passo verso la tua crescita autentica.

 

Il vero cambiamento inizia da chi guida la tua vita, non dalle liste di propositi. Prendi il volante, l’IO ti sta aspettando!